Sverminazione cavallo: cosa dicono oggi le linee guida

Il calendario dei vermifughi appeso in selleria potrebbe essere superato. Cosa dicono le linee guida attuali su esame delle feci, tenia e larve incistate, chi può venderti un vermifugo in Italia e cosa chiedere al veterinario.

Mostafa Zamani7 min di lettura

20 letture
Un microscopio e piccoli barattoli per campioni sul banco da lavoro di una selleria, accanto a un paio di guanti, un becher e un setaccio, con cavalli al pascolo in un paddock oltre la finestra alle spalle.

Sulla porta della selleria il gestore della scuderia ha appeso un foglio: settimana del vermifugo, tutti i cavalli, lo stesso tubetto. Oppure hai appena comprato un cavallo e nei suoi documenti non c'è scritto quando è stato trattato l'ultima volta. In entrambi i casi ti si chiede di seguire un calendario, mentre le linee guida di oggi chiedono di decidere la sverminazione, cavallo per cavallo, partendo da un esame delle feci.

Questo testo è per chi ha il primo cavallo. Spiega cosa dicono le linee guida veterinarie attuali, cosa può e non può mostrare un esame delle feci, chi può venderti un vermifugo per cavalli e cosa chiedere al veterinario. Non è un piano di trattamento: quale prodotto, quanto e quando sono decisioni del tuo veterinario. Per l'Italia non abbiamo trovato linee guida nazionali, quindi il riferimento è quello europeo.

Sverminazione, cavallo per cavallo: perché il calendario non basta più

Per decenni la risposta è stata ogni otto settimane circa, per tutti. Le linee guida europee dell'ESCCAP, in italiano nella seconda edizione del marzo 2019, chiedono di trattare il meno spesso possibile senza mettere a rischio la salute del cavallo, grazie a esami regolari delle feci. Altre associazioni sono più nette. Negli Stati Uniti le linee guida dell'AAEP, l'associazione dei veterinari ippiatri, riviste nel 2024, dicono di smettere di trattare tutti i cavalli a intervalli fissi tutto l'anno, con «ogni due mesi» come esempio. La britannica BEVA scrive che questo metodo non è più accettabile per un cavallo adulto.

La ragione è la resistenza. I vermi che sopravvivono a un trattamento si riproducono, e più una scuderia tratta, più in fretta prendono il sopravvento. L'AAEP osserva che da 40 anni non viene introdotta una nuova classe di antielmintici per il cavallo e che non se ne attendono.

Come si decide oggi un trattamento

Una rassegna del 2025 che confronta sette linee guida nazionali ed europee conclude che tutte si basano sulla sorveglianza: prima l'esame, poi il trattamento dei cavalli che ne hanno bisogno, poi la verifica che abbia funzionato. L'Italia non compare in quell'elenco.

Linea guidaEsamiQuando si tratta un cavallo adulto
ESCCAP, Europa (2019)Almeno quattro esami delle feci nel primo anno, tre negli anni successiviSopra 200 uova per grammo di feci, oppure secondo un piano stagionale legato agli esami
AAEP, Stati Uniti (2024)Conta delle uova una o due volte l'annoOgni cavallo una o due volte l'anno come base; i forti escretori, sopra 500 uova per grammo, una o due volte in più
CANTER, Regno Unito (2026)Da una a quattro conte l'anno; due nella stagione di pascolo per cominciareSopra una soglia che chi prescrive fissa tra 200 e 500 uova per grammo, in base al rischio

L'edizione italiana dell'ESCCAP descrive così il trattamento selettivo: «solo i cavalli che presentano un'elevata escrezione di uova, eccedente il valore cut-off di 200 uova per grammo di feci (UPG), devono essere sottoposti a trattamento antiparassitario». Lo raccomanda soltanto per i cavalli adulti e non per le scuderie in cui sono presenti i grandi strongili.

La logica è che i vermi non sono distribuiti in modo uniforme. L'AAEP descrive una regola del 20/80: un quinto dei cavalli di un gruppo, o meno, elimina l'80% delle uova, e un adulto tende a restare forte o debole escretore da un anno all'altro. Per questo ha senso decidere la sverminazione cavallo per cavallo: trovati i forti escretori, agli altri servono molti meno trattamenti.

Meno non vuol dire nessuno. L'AAEP mantiene un trattamento di base per ogni cavallo, e la rassegna spiega perché: i grandi strongili, i più pericolosi, sono ricomparsi in Danimarca e in Svezia, dove le regole sui trattamenti sono le più severe. L'ESCCAP non ha abolito il piano stagionale: lo conserva come alternativa, con quattro momenti nell'anno, ognuno accompagnato da un esame delle feci, e anche nel piano selettivo prevede un trattamento a fine anno per i cavalli che non ne hanno ricevuti durante la stagione.

Niente di tutto questo vale per puledri e cavalli giovani. L'AAEP non raccomanda nei giovani il trattamento guidato dalla conta delle uova, le linee guida britanniche considerano ad alto rischio ogni cavallo sotto i cinque anni e l'ESCCAP scrive che la vecchia abitudine di trattare i puledri ogni quattro-otto settimane non è più ritenuta appropriata. Il loro piano dipende dall'età, e lo scrive il veterinario.

Cosa non vede un esame delle feci

La conta delle uova fecali stima quante uova di strongili un cavallo deposita sul pascolo. L'AAEP è esplicita: il valore non è correlato al numero di vermi presenti nel cavallo e non va usato per diagnosticare una malattia. All'esame sfuggono inoltre la tenia, che il metodo comune rileva in meno del 10% dei casi, gli ossiuri, le cui uova restano attaccate alla pelle sotto la coda, e le larve dei piccoli strongili incistate nella parete dell'intestino.

È in questi vuoti che le linee guida divergono. Per la tenia, l'ESCCAP ritiene in genere sufficiente un trattamento l'anno, nel tardo autunno o in inverno, e nelle sue tabelle lo prevede solo se la tenia è stata trovata in scuderia. Le linee guida britanniche CANTER preferiscono un test degli anticorpi, che secondo la rassegna è in commercio solo nel Regno Unito. Per le larve incistate, l'AAEP dice che nessun dato dimostra un beneficio clinico del trattamento di routine, e CANTER non lo considera necessario negli adulti ben gestiti e a basso rischio. È una valutazione sul tuo cavallo e sulla tua scuderia, non una data sull'agenda.

Verificare che il vermifugo funzioni ancora

È il passaggio che la maggior parte delle scuderie salta. Il test di riduzione della conta delle uova fecali confronta una conta fatta prima del trattamento con una fatta 14 giorni dopo. La regola pratica dell'AAEP è una riduzione superiore al 95%, e chiede di ripetere il test ogni anno in ogni scuderia.

Chi può venderti un vermifugo per cavalli

Nell'Unione europea l'articolo 34 del regolamento (UE) 2019/6 sottopone a prescrizione veterinaria i medicinali per gli animali destinati alla produzione di alimenti, salvo che un singolo prodotto venga esentato, e una delle condizioni per l'esenzione è che un uso scorretto non comporti rischi di resistenza. Il cavallo rientra in quella categoria. La classificazione avviene prodotto per prodotto, al momento dell'autorizzazione.

Per l'Italia abbiamo potuto verificare soltanto il quadro. Il Ministero della Salute ha reso obbligatoria la ricetta elettronica veterinaria dal 16 aprile 2019, e il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218 ha adeguato la normativa nazionale al regolamento europeo. Non abbiamo letto la scheda di alcun vermifugo autorizzato in Italia, quindi non scriviamo che tutti richiedono la ricetta: come è classificato il prodotto che ti serve lo sa il tuo veterinario. Altrove le regole sono diverse: negli Stati Uniti i vermifughi per cavalli si comprano senza ricetta, e nel Regno Unito può prescriverli un veterinario, un farmacista o una persona appositamente qualificata.

Conta anche il passaporto. Secondo il regolamento di esecuzione (UE) 2021/963, un equide è considerato destinato alla macellazione per il consumo umano finché il documento di identificazione non lo esclude, in modo irreversibile. In Italia le due condizioni si chiamano DPA, destinato alla produzione di alimenti, e non DPA. Il foglietto illustrativo di un vermifugo dice se può essere dato a un cavallo DPA e quanto dura il tempo di attesa, ed è per questo che chi prescrive può chiederti il passaporto.

Sverminazione: cavallo nuovo, storia sconosciuta

Se stai comprando, chiedi al venditore le date dei trattamenti e i risultati degli esami quando prenoti la visita d'acquisto. L'ESCCAP raccomanda che ogni cavallo nuovo sia messo in quarantena e trattato all'arrivo, e che vada al pascolo solo dopo che un esame delle feci, cinque giorni dopo la terapia, ha confermato che non elimina uova. Nel Regno Unito, CANTER consiglia una quarantena di almeno 21 giorni. La nuova scuderia avrà le sue regole: chiedi su cosa si basano prima che arrivi il van.

Cosa chiedere al veterinario

  • Quando fare gli esami delle feci a questo cavallo, e sopra quale valore va trattato?
  • Qualcuno ha fatto qui un test di riduzione per capire quali vermifughi funzionano ancora in questa scuderia?
  • Come gestire tenia e larve incistate in un cavallo di questa età e con questa storia?
  • Il cavallo è DPA o non DPA, e questo cambia ciò che si può prescrivere?

E una domanda per il gestore: ogni quanto vengono raccolte le feci dai paddock? L'ESCCAP consiglia di farlo ogni giorno se possibile, e almeno due volte la settimana. E per la sverminazione, cavallo adulto o puledro che sia, l'ESCCAP vuole un programma definito con il veterinario.

Dove entriamo noi

Hoofine non può analizzare un campione di feci né prescrivere nulla. Può riunire in un solo posto chi può farlo. I veterinari ippiatri della directory sono le persone a cui portare queste domande, e alle scuderie e pensioni vale la pena chiedere come gestiscono i trattamenti prima di trasferirci un cavallo. Esami e trattamenti sono una voce del budget annuale che quanto costa mantenere un cavallo spiega per intero.

Commenti

Accedi per partecipare alla conversazione.